Page 27 - merged
P. 27
maggiore motivo di entusiasmo se avesse potuto ad una cura per il cancro» gli dissi un giorno e la sua
prevedere che i neutroni lenti sarebbero diventati il unica risposta fu: «Ah sì, è questo che dicono?». E
suo interesse principale per almeno quindici anni, e un'altra volta: «La gente che vive vicino ai West
che sarebbero stati il tramite per raggiungere il rila- Stands dice che ogni tanto le loro case tremano e
scio controllato di energia nucleare. che ciò è dovuto ad una macchina costruita da voi
Più che direttamente da Fermi, avevo acquisito fisici». «Davvero?» rispose Fermi. Non mi ricordo di
nozioni di fisica atomica durante le passeggiate aver provato irritazione a queste risposte evasive.
domenicali che di solito facevamo con altri fisici Esse facevano parte di un gioco in cui io cercavo,
nella campagna romana. Prima o poi gli uomini si senza molta convinzione, di ottenere informazioni e
mettevano a parlare di contatori e di sorgenti, dello invariabilmente finivo sconfitta. Però una volta
strano comportamento dei neutroni, oppure delle mi infuriai.
"teste" e delle "code" dei loro prodotti radioattivi, Era una serata del 1942, all'inizio di dicembre e
come chiamavano nel loro gergo le attività che nevicava. Ricevemmo gente a casa nostra e, dato
decadevano rapidamente o quelle che duravano più che ci avevano sconsigliato di riunirei con il solito
a lungo. gruppo per motivi di sicurezza, tutti i nostri ospiti
Le passeggiate mi mancarono più della fisica. figuravano come persone che lavoravano al Met
Lab, con le loro consorti. A mano a mano che
Nella primavera del I942 Fermi si trasferì a entravano, scuotendosi la neve di dosso, quelli fra
Chicago, dove tutto il lavoro concernente la reazio- loro che erano scienziati si congratulavano con
ne a catena si svolgeva sotto la direzione di Arthur Fermi, senza spiegare il perché. Per tutta la serata
Compton. essi si comportarono come se condividessero con lui
Per lui la vita si fece più facile: per parecchi mesi il segreto di qualche scoperta, ma si rifiutarono di
aveva fatto il pendolare fra New York e Chicago darmi spiegazioni. Fermi appariva soddisfatto, ma
ma, essendo uno straniero e per giunta di un Paese come sempre teneva la bocca chiusa. lo sentivo che
nemico, gli era stato imposto di procurarsi permessi quel rifiuto da parte degli uomini di farmi parteci-
speciali per i suoi viaggi, nonostante il fatto che pare alla loro gioia, a casa mia, era molto poco gen-
viaggiasse per servire lo zio Sam e lo sforzo bellico. tile. Cominciai ad insistere e finalmente mi dissero
A Chicago la segretezza era più organizzata, che «Fermi aveva affondato un ammiraglio giappo-
molto più tangibile che alla Columbia U niversity. nese con la sua nave». Ancora oggi non so attraverso
Vi erano guardie in tutti i Laboratori del Progetto quali calcoli il mio informatore giungesse a parago-
Metallurgico, alcuni ricercatori erano forniti di nare la reazione a catena con una simile impresa
guardie del corpo, alle mogli venivano fatte confe- navale. E solo poco dopo la fine della guerra seppi
renze sui gravi pericoli dei discorsi sbadati, bisogna- della prima "pila" atomica, quando Fermi portò a
va rispettare certe regole; un numero incredibilmen- casa una copia ciclostilata dello "Smyth Report",
te vasto di gente, trovandosi riunita per uno stesso ancora non pubblicato.
scopo, accettò questa inevitabile segretezza. Il quadro che ho ora in testa dell'esperimento
Fermi era abilissimo nel custodire segreti ed io con la "pila" è frammentario, e sarebbe per me diffi-
non riuscii mai a cavar fuori dalla sua bocca qualco- cile dire quello che appresi da Fermi e quello che
sa che riguardasse il progetto, nemmeno il segreto invece seppi dai suoi collaboratori. Fermi parlava
meno importante, e cioè che al Laboratorio più spesso di dettagli non molto importanti, piutto-
Metallurgico non c'erano metallurgisti. sto che del suo ruolo nella costruzione della "pila".
Ad esempio, gli piaceva ricordare il divertimento
Con il tempo, quando ci fummo sistemati ed io provato, a spese della Goodyear Tire and Rubber
incontrai più gente, fui io a riferirgli i pettegolezzi Company, quando aveva ordinato un pallone di
esterni: «Dicono che al Met Lab (*) state lavorando forma cubica. Il pallone doveva servire ad avvolgere
la "pila", al fine di permettere l'estrazione dell'aria
(*) Abbreviazione di Metallurgical Laboratory
ma questo fatto era un segreto che non doveva esse-
Alcuni ricordi personali
36

