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maggiore motivo di entusiasmo se avesse potuto     ad una cura per il cancro» gli dissi un giorno e la sua
          prevedere che i neutroni lenti sarebbero diventati il     unica risposta fu: «Ah sì, è questo che dicono?». E
          suo interesse principale per almeno quindici anni, e     un'altra volta: «La gente che vive vicino ai West
          che sarebbero stati il tramite per raggiungere il rila-     Stands dice che ogni tanto le loro case tremano e
          scio controllato di energia nucleare.          che ciò è dovuto ad una macchina costruita da voi
             Più che direttamente da Fermi, avevo acquisito     fisici». «Davvero?» rispose Fermi. Non mi ricordo di
          nozioni di fisica atomica durante le passeggiate     aver provato irritazione a queste risposte evasive.
          domenicali che di solito facevamo con altri fisici     Esse facevano parte di un gioco in cui io cercavo,
          nella campagna romana. Prima o poi gli uomini si     senza molta convinzione, di ottenere informazioni e
          mettevano a parlare di contatori e di sorgenti, dello     invariabilmente finivo sconfitta. Però una volta
          strano comportamento dei neutroni, oppure delle     mi infuriai.
          "teste" e delle "code" dei loro prodotti radioattivi,    Era una serata del 1942, all'inizio di dicembre e
          come chiamavano nel loro gergo le attività che     nevicava. Ricevemmo gente a casa nostra e, dato
          decadevano rapidamente o quelle che duravano più     che ci avevano sconsigliato di riunirei con il solito
          a lungo.                                       gruppo per motivi di sicurezza, tutti i nostri ospiti
             Le passeggiate mi mancarono più della fisica.     figuravano come persone che lavoravano al Met
                                                         Lab, con le loro consorti. A mano a mano che
             Nella primavera del I942 Fermi si trasferì a     entravano, scuotendosi la neve di dosso, quelli fra
          Chicago, dove tutto il lavoro concernente la reazio-     loro che erano scienziati si congratulavano con
          ne a catena si svolgeva sotto la direzione di Arthur     Fermi, senza spiegare il perché. Per tutta la serata
          Compton.                                       essi si comportarono come se condividessero con lui
             Per lui la vita si fece più facile: per parecchi mesi     il segreto di qualche scoperta, ma si rifiutarono di
          aveva fatto il pendolare fra New York e Chicago     darmi spiegazioni. Fermi appariva soddisfatto, ma
          ma, essendo uno straniero e per giunta di un Paese     come sempre teneva la bocca chiusa. lo sentivo che
          nemico, gli era stato imposto di procurarsi permessi     quel rifiuto da parte degli uomini di farmi parteci-
          speciali per i suoi viaggi, nonostante il fatto che     pare alla loro gioia, a casa mia, era molto poco gen-
          viaggiasse per servire lo zio Sam e lo sforzo bellico.     tile. Cominciai ad insistere e finalmente mi dissero
             A Chicago la segretezza era più organizzata,     che «Fermi aveva affondato un ammiraglio giappo-
          molto più tangibile che alla Columbia U niversity.     nese con la sua nave». Ancora oggi non so attraverso
          Vi erano guardie in tutti i Laboratori del Progetto    quali calcoli il mio informatore giungesse a parago-
          Metallurgico, alcuni ricercatori erano forniti di     nare la reazione a catena con una simile impresa
          guardie del corpo, alle mogli venivano fatte confe-     navale. E solo poco dopo la fine della guerra seppi
          renze sui gravi pericoli dei discorsi sbadati, bisogna-    della prima "pila" atomica, quando Fermi portò a
          va rispettare certe regole; un numero incredibilmen-     casa una copia ciclostilata dello "Smyth Report",
          te vasto di gente, trovandosi riunita per uno stesso     ancora non pubblicato.
          scopo, accettò questa inevitabile segretezza.     Il quadro che ho ora in testa dell'esperimento
             Fermi era abilissimo nel custodire segreti ed io     con la "pila" è frammentario, e sarebbe per me diffi-
          non riuscii mai a cavar fuori dalla sua bocca qualco-     cile dire quello che appresi da Fermi e quello che
          sa che riguardasse il progetto, nemmeno il segreto     invece seppi dai suoi collaboratori. Fermi parlava
          meno importante, e cioè che al Laboratorio     più spesso di dettagli non molto importanti, piutto-
          Metallurgico non c'erano metallurgisti.        sto che del suo ruolo nella costruzione della "pila".
                                                           Ad esempio, gli piaceva ricordare il divertimento
             Con il tempo, quando ci fummo sistemati ed io     provato, a spese della Goodyear Tire and Rubber
          incontrai più gente, fui io a riferirgli i pettegolezzi     Company, quando aveva ordinato un pallone di
          esterni: «Dicono che al Met Lab (*) state lavorando    forma cubica. Il pallone doveva servire ad avvolgere
                                                         la "pila", al fine di permettere l'estrazione dell'aria
          (*) Abbreviazione di Metallurgical Laboratory
                                                         ma questo fatto era un segreto che non doveva esse-




            Alcuni ricordi personali
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